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AveMaria

In Cinema&Tempi, Recensioni, Uncategorized on February 27, 2016 at 6:03 pm

Ave Maria (السلام عليك يا مريم)

 

AveMariaTra i corti candidati all’Oscar segnaliamo “AVE MARIA”, una commedia di 14 minuti che racconta la storia di alcune suore palestinesi che vivono nel bel mezzo del deserto in Cisgiordania: un venerdì sera una coppia di coloni con annessa l’anziana (e litigiosa) madre di lui, prendendo una “scorciatoia araba”, fanno un incidente con la statua della Madonna di fronte al convento.

Le suore hanno fatto voto di silenzio e la famiglia ebrea non può usare il telefono né guidare perché nel frattempo è iniziato lo Shabbat. Urge una soluzione creativa in una situazione paradossale dove chi aiuta, lo fa solo per sbarazzarsi dell’altro il prima possibile. Un’interazione umoristica che è in realtà anche una ferocissima satira dell’estremismo religioso e della necessità di scegliere continuamente rompendo di volta in volta le regole a priori che qualcun altro ha scelto per noi. L’idea gli è venuta sin da bambino quando andava a trovare la nonna che viveva accanto a un convento di monache carmelitane a Nazareth, un edificio immenso ma abitato solo da sette suore che potevano parlare tra di loro tassativamente ad orari fissi: ha voluto così fare un film dove un gruppo di persone che seguono regole strette incontra un altro gruppo che segue altre regole ma altrettanto strette.

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Monica Macchi

Febbraio 2016

YALLA SHEBAB FILM FESTIVAL

In Cinema&Tempi, Uncategorized on June 13, 2015 at 10:11 am

YALLA SHEBAB FILM FESTIVAL

Speciale Palestina//Visioni oltre il muro

Monica Macchi

 Foto1

Foto2Un fitto programma di 13 film e documentari, una mostra fotografica tratta dal libro “KEEP YOUR EYE ON THE WALL”. Palestinian Landscapes” sul muro di separazione costruito da Israele lungo la Cisgiordania a partire dal 2002,  incontri letterari e lo speciale showcase dei Radiodervish tratto da Café Jerusalem: ecco in sintesi Yalla Shebab Film Festival in programma a Lecce dal 12 al 15 giugno.

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CINEMA SAYYARA

In Cinema&Tempi, Uncategorized on May 21, 2015 at 9:17 am

Monica Macchi

fronte

Seduto in auto su un tetto di Ramallah a guardare un film egiziano degli anni Settanta o un programma sperimentale di videoarte. Fantascienza? No è Cinema Sayyara! drive-in posizionato sopra Beit Saa, edificio storico recentemente ristrutturato, ideato dall’artista Phil Collins e commissionato dalla 5 ° Biennale Riwaq. Il modello già implementato a Berlino, ripensa il cinema attraverso la valorizzazione di strutture esistenti per produrre nuove forme in cui l’arte contemporanea, la conservazione architettonica e la politica culturale vengono vissuti come proprietà collettiva dell’intero quartiere. I film selezionati sono stati scelti dagli abitanti stessi in collaborazione con artisti, cineasti e case di produzione e spaziano da grandi classici come “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo, il “Leone del deserto” di Mustafà Akkad e “Тіні забутих предків” (Shadows of Forgotten Ancestors) del sovietico Sergei Parajanov, fino a film muti, corti sperimentali, richiami a suggestioni letterarie (“The dupe” di Tawfiq Saleh tratto dal libro di Khassan Kanafani) e omaggi cinefili (come “Viva Zalata” che riecheggia anche nel titolo il film di Elia Kazan o “Of God and dogs” del collettivo siriano Abounaddara, che in omaggio a Vertov e all’influenza della cinematografia sovietica sul cinema siriano e convinti della superiorità del documentario, hanno scelto appunto di chiamarsi “uomini con gli occhiali e la macchina da presa” visto che sono entrambi strumenti che permettono di vedere meglio http://www.abounaddara.com)

Ingresso gratuito e proiezioni in lingua originale.

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