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Le maschere di Eyes Wide Shut

In Uncategorized on April 28, 2013 at 3:28 pm

Sostenete la produzione dello short Formacinema sulle maschere usate da Kubrick in “Eyes Wide Shut”. Massimiliano Studer sta registrando l’intervista agli autori veneziani delle maschere, ricostruendo l’intera vicenda dai primi contatti con il regista alla genesi e alla scelta delle maschere. Un piccolo saggio di quanto il design italiano ha contribuito al successo dei maggiori film mondiali.

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2168.html

Maschere

NINA di Elisa Fuksas

In Recensioni, Uncategorized on April 25, 2013 at 11:00 am

Alessandro Studer

NINA di Elisa Fuksas (Italia 2013 , durata 85’) con Diane Fleri, Ettore Mahieux, Luca Marinelli

E’ un film molto gradevole nella percezione audio-visiva, molto meno per quanto riguarda la trama o meglio in quella che io preferisco chiamare la “scansione filmica”. Noi non assistiamo a un tracciato narrativo, ma a una serie di situazioni-sequenze soprattutto visive  dove i dialoghi tendono spesso al surreale e hanno  una pura funzione sonora (come ad esempio la segreteria telefonica che, di fatto, svolge il ruolo della voce fuori campo,  che accompagna e spiega, ma non sempre, le immagini).  Ciò determina un forte aumento della polivalenza dei significati che ogni spettatore può dare a quello che vede, fino a non dargliene nessuno. Dopo la proiezione qualcuno ha detto: “E’ un film vuoto, senza significato..”

Qui dico la mia. La Fuksas pare che abbia lavorato attorno al progetto di questo film per otto anni (!). E’ quindi probabile che   ci sia una grossa componente autobiografica e per essere un’opera prima risulta complessa e, al di là delle prime impressioni, opera carica di significati e riferimenti impegnativi ai classici del cinema italiano.  E’ stato richiamato,  nella presentazione, il classico di Nanni  Moretti Bianca.,  ma non riesco a capire in che senso,  semmai è evidente il riferimento soprattutto a Caro diario pe l’uso della motoretta col casco con cui lei gira all’EUR (ma Nanni girava con la mitica vespa).

continua…..

THE SUFFERING GRASSES العسب المتألم

In Cinema&Tempi, Recensioni, Uncategorized on April 25, 2013 at 8:56 am

Monica Macchi

THE SUFFERING GRASSES   العسب المتألم  

Dice un proverbio africano

SufferingGrass “Quando gli elefanti combattono, è l’erba che soffre”;

nel mio film gli elefanti sono

 gli attori statali e le potenze straniere

che tentano di utilizzare il conflitto in Siria

per promuovere i loro interessi geopolitici

e l’erba calpestata sono i diritti umani e i rifugiati.

lara Lee, regista del film

TRAILER https://www.youtube.com/watch?v=p9CdBjg2OIk

Nel mese di maggio 2012, la regista Iara Lee ha fatto parte di una delegazione che ha visitato i campi profughi siriani di Yayladgi e di Bohsin in Turchia, che alla data del film (giugno 2012) ospitavano 24.000 siriani per un costo stimato di 150 milioni di dollari.

Questo film ha due diverse componenti: una parte è, per usare la definizione di Chion, “verbo-centrista” cioè si configura come “parola-teatro” con una presa diretta di rumori che hanno una propria specifica identità ed un proprio ruolo. Così si alternano spezzoni di “Ugarit News” a interviste con esponenti dell’Esercito Siriano Libero (definito “l’unico rifugio alla brutalità del regime”), con attivisti per i diritti umani che sostengono la tesi del diritto all’autodifesa e con alcuni………

continua SufferingGrasses

Nuova recensione sul sito FORMACINEMA

In Cinema&Tempi, Recensioni, Uncategorized on April 5, 2013 at 10:53 am

Carlo Jacob

L’uomo venuto dal Cremlino(1968)

L’ex arcivescovo di Lvov, Kiril Lakota, dopo venti anni di gulag viene improvvisamente liberato e Kiril120trasportato aMosca. Qui viene introdotto alla presenza del premier Kamenev. I due si conoscono da venti anni. Kiril ha resistito agli interrogatori di Kamenev alla Lubianka. I due nemici si riconoscono come legati da una sorta di amicizia e rispetto reciproco. Il film, all’epoca, non fu considerato un “grande” film, qualunque cosa la definizione di capolavoro significhi per una critica cinematografica che lo sottovalutò ingiustamente. Come spesso succede per molti film del passato oggi riscoperti, si tratta di un’opera affascinante, che merita di essere rivista e rivisitata…….

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