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Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Piccolo diario 1: visti alle “Vie del Cinema” di Milano

In Cinema&Tempi, Recensioni, Riflessioni, Uncategorized on September 26, 2013 at 10:39 am

Carlo Jacob

Piccolo diario 1

Visti alle “Vie Del Cinema”, rassegna di film dai festival di Venezia, Locarno e Pesaro 2013, Milano 16-24 Settembre 2013

 

Via Castellana Bandiera, di Emma Dante, in concorso a Venezia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Elena Cotta

Il ElenaCottaEmmaDanteAlbaRohrwacher4soggetto è ormai arcinoto: le auto dell’ottuagenaria Samira (Elena Cotta), reduce dalla visita alla tomba della figlia, e della ruvida Rosa (Emma Dante), accompagnata dalla compagna di vita Clara (Alba Rohrwacher), in cerca di una scorciatoia per giungere in tempo ad una festa di nozze, si fronteggiano in un budello della periferia di Palermo: via Castellana Bandiera. Né Samira né Rosa vogliono cedere il passaggio, malgrado la famiglia di Samira abiti a pochi metri. E si fronteggiano per tutto il film, sino all’annunciato finale.

Caldo, sete, fame, cocciute impuntature, e il “coro” violento e affascinante degli abitanti del vicolo, che parteggiano per l’una o per l’altra. Di Samira non sappiamo nulla, apprendiamo via via qualcosa dalle chiacchere delle comari del vicolo e dai commenti del terrificante genero. Di Rosa ci dobbiamo accontentare dell’iniziale scambio di battute con Clara nell’auto arroventata che gira a vuoto in luoghi sconosciuti. Rosa, pur abitando in un’altra città, è di Palermo, ma vediamo Clara che la rimprovera di non andare mai a trovare la madre quando torna, ottenendo solo commenti sprezzanti e malevoli.

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Il cinema globale

In Riflessioni on January 3, 2013 at 8:17 pm

Carlo Jacob

I prigionieri della caverna platonica vedono sul fondo solo le ombre del mondo: il Cinema mostra il mondo, a cominciare da noi stessi.

Bigelow1Rileggendo l’articolo di Vittorio Zucconi (“La Repubblica, 22/12/12) sull’ultimo film di Kathryn Bigelow Zero Dark Thirty, sono rimasto colpito da come politica e storia possano trovare un riferimento, emotivo e razionale allo stesso tempo, in un’opera cinematografica, che Zucconi, peraltro, analizza con competenza anche dal punto di vista filmico.

Naturalmente, e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, tutti noi abbiamo fatto indigestione di film “politico-sociali”, ma forse non ci siamo mai posti seriamente il problema generale dei rapporti fra stilemi cinematografici e narrazioni del mondo: ci siamo solo attardati nella sterile polemica fra formalisti e contenutisti, fra cinema intimista e cinema sociale.

Ma ora, nella vera e propria rivoluzione della società dell’Informazione e della società liquida, dove da più parti alcuni si stanno ponendo il problema della definizione di una sorta di “intelligenza globale” basata su una rete informativa che avvolge tutto il mondo? Tra gli altri, vedi, per esempio: David Weinberger, La stanza intelligente, 2012, Codice edizioni, Torino.

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